Forse un po’ di vergogna l’hanno provata anche quelli dell’amministrazione autonoma dei monopoli di stato, allora hanno preferito dare, ad un vero e proprio atto di censura, il nome inibizione.
La notizia che mi ha fatto sobbalzare l’ho trovata su repubblica, mentre, l’elenco dei siti inibiti potete trovarlo direttamente sul sito della AAMS.
Il messaggio è chiaro, se le scommesse vengono gestite dal monopolio vanno bene, quando i servizi sono offerti da altri diventano illegali.
Siamo nel 2006, internet mi permette di comprare beni e servizi in giro per il mondo, vado da chi mi offre il prezzo più basso o il servizio migliore, perché devono essere poste delle barriere? Possibile che la globalizzazione vada sempre in un senso? Naturalmente in senso è quello opposto al consumatore.
Le scommesse non sono un servizio? Sono un furto? Allora perché lo stato continua a gestirle? Perchè sui giornali, sui cartelloni, in televisione e, naturalmente, in internet ci sono pubblicità di metodi non inibiti di scommesse? E’ forse più facile vincere con i metodi gestiti dal monopolio? O forse lo stato (qualsiasi governo lo gestisca) ha trovato la gallina dalle uova d’oro e non accetta concorrenza?
C’è gente che crede ancora nella smorfia, che ogni sogno corrisponda ad un numero, che i cari passati ad altra vita svelino a loro i numeri vincenti, sono queste le persone che il monopolio sfrutta per intascare i soldi.
Quando i vari totip, totocalcio, superenalotto, lotto e poi mi fermo perché la lista sarebbe interminabile, verranno inibiti?
Mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensate, ogni commento è ben accetto.
Posted by wobblyzone
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